Lenno - Ossuccio - Abbazia di San Benedetto - Villa del Balbianello (Como)

Località di partenza Lenno (140 m) Como
Lunghezza 16,1 km
Dislivello complessivo in salita 979 m
Quota massima 854 m Abbazia di San Benedetto
Arrivo Lenno (140 m) Como
Acqua lungo il percorso SI - Sacro Monte – San Benedetto -Abbazia dell'Acquafredda
Parcheggio libero Via Armando Diaz - LINK
Traccia GPX LINK
Mappa e profilo altimetrico LINK

Come arrivare: da Como si percorre la SS340 fino a Lenno costeggiando il Lago di Como. All’incrocio con via Armando Diaz si gira a sinistra e dopo pochi metri c’è un ampio parcheggio.
Ossuccio e il Sacro MonteLasciamo l’auto nel parcheggio e ci incamminiamo in salita alla ricerca di un bar per fare colazione. Giunti davanti alla chiesa in piazza della Trinità giriamo a sinistra e, grazie alle indicazioni di un passante, troviamo un panificio aperto. Il posto è molto caratteristico, non c’è nessuna insegna del negozio e lo si trova solo se lo si conosce o seguendo il profumo del pane. Riprendiamo il cammino e ci dirigiamo verso Ossuccio dove arriviamo alla prima cappella del Sacro Monte dopo aver percorso, dal parcheggio, 1,2 chilometri, superando un dislivello di 152 metri con una pendenza media del l’11,8%. Il Sacro Monte della Beata Vergine del Soccorso fa parte del gruppo dei nove Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia inseriti nel 2003 dall'UNESCO nella lista dei Patrimoni dell'umanità. Le quattordici cappelle, tutte costruite tra il 1635 e il 1710, a pianta centrale, sono in stile barocco impreziosite da 230 statue in stucco e terracotta, a grandezza naturale, realizzate da diversi artisti: Agostino Silva, Carlo Gaffuri e Innocenzo Torriani. I costumi delle statue riproducono fedelmente l'abbigliamento Interno di una delle Cappelle del Sacro Montesignorile e popolare degli abitanti della zona in quel tempo. Le cappelle rappresentano i Misteri del Rosario e conducono al santuario che rappresenta la quindicesima tappa ed è dedicato all'Assunzione della Madre di Dio. Iniziamo la salita su strada acciottolata dopo aver fotografato la prima cappella. Le foto si possono fare attraverso le grate delle finestre ma purtroppo la rete di protezione ne impedisce una visione perfetta. Le 14 cappelle sono numerate secondo la successione canonica dei cinque misteri gaudiosi, seguiti dai cinque misteri dolorosi e poi dai primi quattro misteri gloriosi. L'ultimo dei misteri gloriosi (L'incoronazione della Vergine) è costituito da una edicola posta all'interno del Santuario, sopra l'altare maggiore. A mano a mano che saliamo notiamo una somiglianza a quelle del Sacro Monte di Varese , visitate in un nostro precedente itinerario (LINK). Il percorso è molto panoramico e si snoda tra le coltivazioni di ulivi Una delle cappelle del Sacro Monte di Ossuccioe il panorama del lago, avendo di fronte l'Isola Comacina. Notiamo che alcune cappelle sono state restaurate da poco mentre altre aspettano il loro turno, che speriamo arrivi il prima possibile perché ne hanno davvero bisogno. Dopo aver fatto parecchie soste per scattare fotografie, in tutta tranquillità arriviamo al Santuario. Il corpo principale del Santuario fu completato nel 1537 mentre il campanile nel 1719. L’interno, a navata unica, è decorato da lesene con capitelli a stucco, da statue, da marmi di gusto barocco e il soffitto è affrescato con scene dedicate alla Assunzione ed alla Incoronazione della Vergine. Il pavimento bicromatico risale al 1655, è in marmo bianco di Musso e nero di Varenna. Sopra l’altare maggiore si trova il tempietto che funge come ultima stazione del Rosario. In fondo alla navata, il braccio sinistro conduce alla Cappella della Madonna che custodisce la veneratissima statua della Beata Vergine del Soccorso (XIV sec.). Le pareti della cappella sono ricoperti da ex voto che testimoniano la speciale devozione esistente sul Il campanile del Santuarioterritorio. La Madonna del Soccorso è venerata come protettrice della Diocesi di Como. Dalla prima cappella al Santuario abbiamo percorso un chilometro e superato un dislivello di 127 metri con una pendenza media del 12,3%. Ci rimettiamo in cammino e affrontiamo una durissima salita. I primi 100 metri hanno una pendenza media del 27,7%. Ci fermiamo spesso per mangiare delle gustosissime fragoline di bosco che qui crescono in abbondanza. Pian piano avanziamo su questo bel sentiero fino ad arrivare in uno spiazzo dove ci sono alcune baite. Proseguiamo in leggera salita entrando nel bosco e rimanendo all’ombra degli alberi, attraversiamo un torrente, affrontiamo un’altra dura salita e arriviamo nei pressi dell’Abbazia di San Benedetto, dove facciamo una deviazione di 170 metri, seguendo la segnaletica verticale indicante Chimbia, per vedere un castagno centenario dove Abbazia di San Benedettoai suoi piedi si trova una piccola croce. Torniamo indietro fino al bivio, giriamo a sinistra e ci dirigiamo all’Abbazia, che purtroppo è chiusa. Il posto è molto bello e tranquillo e così, dopo aver ricaricato le borracce di acqua fresca ci sediamo sul prato e approfittiamo per mangiare un trancio di pizza. Dal Parcheggio a qui abbiamo percorso 6,3 chilometri superando un dislivello di 746 metri con una pendenza media del 10,6%. Dopo la sosta ci rimettiamo in cammino, sempre su comodo sentiero, che, fino a qui è stato davvero molto bello. Oltrepassata l’Abbazia il sentiero entra nel bosco, disegna una curva attraversando una bella cascatella e prosegue in discesa diventando una carrareccia. Oltrepassiamo alcune baite e anche alcuni ruderi e a mano a mano, perdendo quota, arriviamo alle porte di Lenno. Sulla nostra destra possiamo ammirare il Sacro Monte e quasi tutte le cappelle. Entrati in paese ci dirigiamo all’Abbazia dell'Acquafredda, che sorge in una stupenda posizione panoramica, ai piedi del Monte Ossino, a circa 300 m. di altitudine. Fu edificata dai monaci cistercensi di Morimondo, nel XII secolo e il nome le deriva da una sorgente di acqua particolarmente fresca che scaturisce ancor oggi. Purtroppo l’abbazia è chiusa e versa in uno stato di abbandono. Approfittiamo dell’acqua fresca per ricaricare le borracce e ci inoltriamo in paese, dove ci Il Santuario el Sacro Monte di Ossucciofermiamo per prendere due cappuccini (2,80 euro). Riprendiamo il cammino, passiamo davanti al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto e continuiamo in discesa arrivando sulla SS340. Attraversiamo sulle strisce pedonali e imbocchiamo via Santo Stefano, dove ci fermiamo per visitare la chiesa. All’interno scendiamo nella piccola cripta sorretta da esili colonne e poi usciamo. Siamo in piazza XI febbraio, fotografiamo il battistero e proseguiamo sul lungolago in direzione della Villa del Balbianello. Varchiamo il primo cancello, giriamo a sinistra e scegliamo il percorso panoramico, più breve, per raggiungere l’ingresso principale. Prendiamo il biglietto includendo anche la visita guidata (20 euro a persona o 4 euro per i soci FAI). L’ultimo proprietario della villa, Guido Monzino, imprenditore, collezionista e appassionato viaggiatore, nel 1988, per sua volontà, la donò al Fondo Ambiente Italiano. Iniziamo la visita guidata ed entriamo nei vari ambienti della villa, che in totale sono 3000 mq calpestabili. La guida ci spiega che nel 1974, Guido Monzino, fece della Villa il suo rifugio dove conservare conVilla del Balbianello ordine e gusto i ricordi di una vita avventurosa che lo condusse, primo italiano, in cima all’Everest. La sua vita quotidiana e le fortunate gesta emergono da mappe, strumenti di viaggio, libri, arredi e preziose quanto curiose collezioni di oggetti d’arte antica e primitiva: tutto è ancora allestito secondo il suo volere, come i cimeli delle sue note imprese alpinistiche, custoditi nell’affascinante Museo delle Spedizioni. La villa è stata una location cinematografica e nelle sue sale e giardini sono state girate varie pellicole internazionali, tra cui Un mese al lago di John Irvin (1995), Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni di George Lucas (2002) e Casino Royale di Martin Campbell (2006). Finita la visita guidata, che dura circa un’ora, proseguiamo la visita passeggiando nel magnifico giardino. Fotografiamo la ghiacciaia, dove è sepolto Guido Monzino, e ci portiamo sul Belvedere, una magnifica terrazza da cui si gode una vista panoramica fantastica. Qui si trova un’enorme leccio potato ad ombrello che fa davvero impressione. Proseguiamo il nostro giro passando Villa del Balbianello: il magnifico leccio potato ad ombrellodall’imbarcadero e arrivando fino alla loggia dove ci fermiamo per vere il filmato sulle spedizioni effettuate da Guido Monzino, che dura circa 20 minuti. Dopo questa sosta ci rimettiamo in cammino, usciamo dalla villa e imbocchiamo l’altro sentiero, che sale fino al Dosso di Lavedo (329 m). Il sentiero è ben tenuto e si snoda all’interno del bosco, sempre all’ombra. Dopo aver percorso 1,3 chilometri dalla biglietteria ci ricongiungiamo con il sentiero panoramico e usciamo dalla villa dirigendoci verso la gelateria che si trova in piazza XI febbraio. Ristorati e rinfrescati passeggiamo sul lungolago e poi percorriamo a ritroso la stessa strada fino al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 14/06/2019. Per visualizzare altre foto: LINK