Cittiglio – Pizzoni di Laveno – Passo del Cuvignone - Villaggio Olandese – Luino (Varese)

Località di partenza Cittiglio (160 m) Varese
Lunghezza 56,5 km
Dislivello complessivo in salita 1693 m
Quota massima 1049 m Passo del Cuvignone
Arrivo Cittiglio (160 m) Varese
Ciclabilità 98% asfalto e 2% a piedi
Acqua lungo il percorso SI - San Michele - Luino
Parcheggio libero Via Garibladi - LINK
Traccia GPX LINK
Mappa e profilo altimetrico LINK

Come arrivare: da Varese si percorre la SS394 che passa per Gavirate e Coquio fino a Cittiglio. Alla rotonda si prende la seconda uscita seguendo l’indicazione stradale per il Centro. Appena oltrepassato il distributore di benzina si gira a destra imboccando via Garibaldi. Dopo pochi metri c’è il parcheggio.
Panorama dai Pizzoni di LavenoLasciamo l’auto nel parcheggio e iniziamo a pedalare su via Privata Rondò. Attraversiamo la SP45 e imbocchiamo via del Sasso dove, all’incrocio con via Sauro giriamo a sinistra. Giunti all’incrocio con la SP8 giriamo a sinistra e successivamente a destra, dove facciamo una sosta per la colazione. Rimontiamo in sella e iniziamo la salita Cittiglio – Cuvignone, che fa parte del circuito delle Cronoscalate Mondiali ed è dedicata ad Alfredo Binda. Affrontiamo una prima serie di tornanti, continuiamo a pedalare in salita e dopo altri 5 tornanti arriviamo a Vararo. Dall’inizio della SP8 a qui abbiamo percorso 5,9 km superando un dislivello di 517 con una pendenza media del 8,8%. Continuiamo Uno dei tornanti che conducono al Passo del Cuvignonein salita per 1,2 chilometri e poi giriamo a sinistra imboccando il sentiero sterrato che conduce ai famosi Pizzoni di Laveno (1018 m). Leghiamo le biciclette e proseguiamo a piedi percorrendo circa 700 metri. La salita è molto ripida ma arrivati alla croce siamo ripagati da un panorama mozzafiato a 360°. Possiamo ammirare il Lago Maggiore con Intra e Pallanza, il Monte Mottarone (1491 m), dove eravamo stati nel 2017 (LINK), girando lo sguardo in senso antiorario Un tratto del sentiero verso i Pizzoni di Lavenosi vedono i Laghi di Varese, Monate e Comabbio e l’osservatorio astronomico Schiapparelli. Ci fermiamo un momento per gustarci il panorama e la tranquillità del luogo. Sarà perché oggi è giovedì ma siamo gli unici turisti presenti e lungo la strada appena percorsa abbiamo incontrato pochi ciclisti e due macchine. Torniamo indietro e rimontati in sella proseguiamo in salita fino a raggiungere il Passo del Cuvignone (1036 m). Iniziamo la discesa, oltrepassiamo il Rifugio De Grandi Adamoli, e stando molto attenti alle curve e controcurve, perché la strada è stretta e non offre una grande visibilità, attraversiamo una bella faggeta che lascia passare alcuni raggi di sole creando magnifici scenari chiaro-scuri. Giunti al Valico di Sant’Antonio giriamo a destra e iniziamo una nuova salita che ci condurrà fino al Passo di San Michele (885 m). I primi 440 metri sono in piano poi giriamo a sinistra e iniziamo la salita. Da qui al Passo San Michele abbiamo percorso 2,5 chilometri superando un dislivello di 228 metri con una pendenza media del 9,3%. In discesa Pizzoni di Laveno: panorama sul Lago Maggioreraggiungiamo la chiesa di San Michele al Monte (XI sec.) dove approfittiamo della fontanella per ricaricare le borracce. Proseguiamo in discesa fino a raggiungere Bressago – Valtravaglia dove giriamo a sinistra imboccando la SP43. Giunti alle porte di Roggiano inizia un tratto di strada acciottolato, ci fermiamo per fotografare una bella cascata sulla nostra sinistra che si trova all’ombra degli alberi. Rimontati in sella entriamo a Roggiano, all’incrocio con via Gaggio giriamo a sinistra e iniziamo una nuova salita. I primi 100 metri hanno una pendenza media dell’11,9%, mentre i successivi 500 metri hanno una pendenza media del 9,1%. Proseguiamo in discesa fino al bivio dsc_0055.jpgper Pralongo dove giriamo a destra e andiamo a visitare il villaggio olandese. Attraversiamo questo posto molto particolare formato da piccole casette singole con tetto molto spiovente e pedaliamo all’interno di un bel bosco fino a raggiungere Germignaga. Facciamo una breve sosta per il pranzo e poi ci dirigiamo sulle rive del Lago Maggiore dove sfocia il fiume Tresa. Dopo le foto di rito proseguiamo fino a Luino dove fotografiamo la prima statua dedicata a  Garibaldi in Italia, ed eretta nel 1867 quando l'eroe dei due mondi era ancora in vita. Dalla partenza a qui abbiamo percorso 33 km e superato un dislivello di 1438 metri. Iniziamo il ritorno imboccando la pista ciclabile che ci San Micheleaccompagnerà per un lungo tratto costeggiando le rive del torrente Margorabbia. Siamo sulla pista ciclabile della Valcuvia che costeggia, oltre al Margorabbia, altri torrenti fino ad arrivare a Cuveglio. La ciclabile è molto bella e offre vari tratti ombrosi che, vista la giornata calda, aiutano con la loro frescura. Qui la ciclabile finisce e siamo costretti a pedalare sulla SS394, abbastanza trafficata. Pedaliamo con attenzione per 1,3 chilometri fino ad arrivare a Casalzuigno dove ci fermiamo per visitare Villa Porta Bozzolo. La villa fa parte del patrimonio del Fondo per l’Ambiente Italiano (F.A.I.) dal 1989 a seguito della donazione fatta dagli eredi di Bozzolo. Lasciamo le biciclette nel cortile Un tratto della ciclabile che da Luino conduce a Cittigliointerno vicino all’ingresso della Villa e prendiamo i biglietti (€ 9 a persona – gratis per i soci F.A.I.). La villa ha un grande giardino all’italiana con scale e fontane. Prima di incamminarci sulla collina del Belvedere prendiamo il lato destro del giardino dove è situato il “Giardino segreto”. Il rustico di origine settecentesca detta “Filanda”, è arredato con tavolate in legno, ideali per fare uno spuntino. Dopo la passeggiata nel giardino proseguiamo con la visita negli ambienti interni, dove con stupore notiamo un ottimo stato conservativo degli affreschi e dell’arredo. Iniziamo dal “salone da ballo” decorato con affreschi. Alla sinistra del salone si trova la “sala del biliardo”, il “salottino” e “l’alcova”. InVilla della Porta Bozzolo: il parco quest’ultima è ben conservata la divisa da garibaldino di Camillo Bozzolo. Ritorniamo nel “salone da ballo” e passiamo alla vista della “sala da pranzo” e delle “cucine”. Una serie di gradini ci portano nello “studio”. Da qui passiamo alla visita del primo piano, dove ci accoglie una splendida “galleria”, ornata di preziosi affreschi e di porte decorate “a trompe l’oeil”. Entriamo nell’ampio “salone” con un balcone che si affaccia direttamente sul giardino. Ai lati del salone ci sono le camere da letto arredate con i letti a baldacchino. Riprendiamo le scale e passiamo nelle cantine dove è presente un torchio cinquecentesco. Terminata la visita della villa riprendiamo le nostre bici e percorrendo delle vie interne arriviamo al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto. 30/05/2019. Per visualizzare altre foto: LINK

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